L’alluvione già dimenticata

 

di WILLIAM DOMENICHINI

 

Nonostante il clima sia cambiato (ma i grandi del pianeta rifiutano di porvi rimedio), nonostante in  Liguria siano morte 19 persone e vi siano stati milioni di danni per qualche millimetro di pioggia, nonostante i fiumi d’acqua si siano trasformati in inchiostro per raccontare cos’è accaduto, come e perché, la memoria sembra effimera e ciò che è accaduto in provincia della Spezia ed in Lunigiana lo scorso 25 ottobre sembra sbiadirsi lentamente per lasciare spazio al sonno della ragione. Nonostante da tempo ci fosse chi denunciava il degrado, l’abbandono dei territori e l’irresponsabilità di una politica che preferisce nascondere la testa sotto la sabbia e tirarla fuori solo per ruggire contro le voci fuori dal coro, pare che tutto rimanga immutato. Nonostante la regione Liguria abbia emesso un provvedimento per la messa in salvaguardia delle zone alluvionate (Delibera m°1489 del 06/12/2011) disponendo, ai fini della tutela dai rischi di inondazione, divieti, prescrizioni, indirizzi e  direttive in ordine all’espletamento delle attività di pianificazione territoriale e di protezione civile, il pensiero unico inesorabilmente dilaga.

A Monterosso (Cinque Terre), sotto il lungimirante sindaco berlusconiano Angelo Betta, i lavori di recupero della vivibilità del paese procedono a rilento mentre non si ferma il cantiere di un mega parcheggio multipiano, un gigante di cemento di cui tutti i monterossini sentivano la necessità, oggi più che mai, e che si trova proprio sul confine che delimita l’area in salvaguardia, quindi si procede alla sua costruzione. Un esempio di vera lungimiranza, in linea con la miopia dimostrata dal suo concittadino, e collega di partito, sen.Luigi Grillo quando dichiarò, tra le macerie dell’alluvione, la necessità di svendere il territorio ai privati per la ricostruzione, attraverso altrettanto lungimiranti strumenti come il project financing, casomai non ci fossimo accorti degli effetti disastrosi della finanza del capitale nell’economia reale. Ma perché questa urgenza di far ripartire subito la cementificazione, nonostante a Monterosso ci siano ben altre questioni da risolvere?

Un filo grigio unisce realtà diverse ma con i medesimi problemi e mantiene in un alveo politico, che è il caso di dirlo, non esonda: a pochi chilometri l’uno dall’altro il lungimirante sindaco leghista di Brugnato (Val di Vara), Claudio Galante, ingoia amaro la scelta della regione Liguria di fermare le costruzioni in attesa delle verifiche idrogeologiche e, in compagnia di chi pretende di ricattare le scelte di gestione del territorio con l’occupazione, auspica nella saggezza dei tecnici incaricati di esaminare il da farsi, ma la memoria si affievolisce. Si inizia a negare che fiumi e corsi d’acqua siano esondati laddove si invoca il miraggio salvifico dell’economia locale in 100 negozi di grandi firme, contornati da oltre 2000 posti auto. Chi lo contrasta è “nemico” dello sviluppo e l’industria del consenso strumentalizza occupazione, lavoratori, cittadini e disgrazie, curandosi bene di non parlare delle piccole realtà produttive, dai tanti artigiani con i macchinari ancora pieni di fango alle aziende agricole in ginocchio, limitandosi a rilanciare i miraggi del consumo con l’outlet ShopInn.

L’alluvione che ha colpito lo spezzino ci ha sbattuto in faccia, per l’ennesima volta in Italia, un altro aspetto della crisi economica strutturale che viviamo, quello che unisce lo sfruttamento di risorse come il territorio con quello dei lavoratori, e dovrebbe insegnare che occorre più che mai un’alternativa, costruendo un modello economico diverso da quello che abbiamo vissuto per decenni: un altro mondo possibile, in cui la filiera corta sia l’elemento cardinale per l’organizzazione di un’ economia riproduttiva, in risposta a quel mondo tetro e macabro, che va dal grigiore del cemento alla poca fantasia di vetrine di lusso con commessi precari, a progetto, mentre fuori passeggiano potenziali cittadini, alienati in consumatori privi di risorse ma bombardati da desideri e che sperano nella cornucopia di qualche superenalotto.

Nonostante tutto, il Governo Monti fa approvare il terzo tentativo finanziario nell’arco di un anno di salvare i grandi capitali, convincendo la gente che si stia salvando l’Italia. Nel contento tralascia che un pezzo del paese è ancora sepolta dal fango, costretta ad indebitarsi fino al collo, non per far scendere lo spread ma per ricostruire le fogne, le condutture dell’acqua e del gas ed ogni elemento minimo di ripristino della normalità, che oggi è straordinarietà in Val di Vara. Ciò che il governo tecnico non tralascia di spendere soldi in modo assai meno utile, tra privilegi di pochi,  superstipendi di manager di Stato, Tav, F35, ecc., ecc. Nonostante tutto in questo pezzo d’Italia la riapertura di un negozio di alimentari diventa un momento di commozione collettiva, dove donne e uomini si aggrappano alla propria terra per non abbandonarla, perché è stata data in eredità dai genitori e la vogliono tramandare ai propri figli. Nonostante tutto, restiamo umani e resistenti, anche quando fuori piove.

 
 
 
 

3 Commenti

 
  1. Ireo Bono scrive:

    Condivido le tue considerazioni e la tua denuncia. Approfitto per farti tanti Auguri di Buone Feste Ireo

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  2. Oriella scrive:

    Ancora una volta leggo i tuoi articoli in ritardo, ma lo faccio sempre con piacere. Comunque l’importante è che prima o poi io possa trovare il tempo per leggerli. Le tue riflessioni come al solito mi “toccano” o meglio vanno a riattivare quella parte di me stessa che risucchiata dai problemi quotidiani si assopisce. Allora in questo risveglio mi chiedo quante tragedie dovranno ancora accadere prima che esploda dentro di noi la forza di reagire a tutto ciò che ci “piove” addosso e rischia di farci annegare. Per poter rimanere a galla invio ai miei amici le tue toccanti riflessioni. Anche se con un po’ di ritardo ti invio il mio Buon Anno

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  3. William scrive:

    Grazie Ireo, e grazie Oriella.
    Ricambio i vostri auguri per un 2012 migliore dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle.
    Vi ringrazio per i bei commenti, in particolare Oriella. La tua riflessione mi porta a pensare che occorre lavorare e stringere le fila per impedire il dilagare del pensiero unico. Alla Spezia come altrove, dobbiamo impedire di barattare un diritto come il Lavoro con un altro diritto come l’Ambiente che ci circonda. Tutto ciò è possibile solo con la consapevolezza che chi sostiene modelli superati e schiavizzanti è forte e ci ricatta ogni giorno. A Monterosso c’è una vera e propria Resistenza civile fatta di persone pulite, di cittadini che vogliono vivere in un paese normale. Io credo che le persone con un minimo di coscienza abbiano il dovere di stare vicino a questi cittadini con tutti i mezzi possibili, in ogni modo che ci è possibile. Un salutone
    William

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